Fontevivo - Guida Turistica

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.: FONTEVIVO
 Fontevivo è un comune di 4.874 abitanti della provincia di Parma. Il territorio del Comune di Fontevivo si trova a nord della Via Emilia ed è bagnato dal fiume Taro e dal torrente Recchio. Questa terra è il risultato dei sedimenti di questi corsi d'acqua: sabbia, limo, argilla tra loro associati in proporzioni diverse. I primi ad effettuare importanti opere di bonifica regolando le acque furono i Romani, ma con la caduta dell'impero tornarono a dominare paludi e acquitrini. Nel 1142 giunsero a Fontevivo da Chiaravalle della Colomba un gruppo di frati cistercensi i quali, con grande pazienza, sistemarono il terreno con le pendenze corrette disciplinando così le acque. Questi religiosi crearono una formidabile rete d'irrigazione: canali dispensatori di ricchezza e quindi fonti di liti e contestazioni. Il percorso di quelle vie d'acqua è rimasto pressochè inalterato nei secoli. L'abbazia di Fontevivo, sorta nel XII secolo grazie al lavoro dei "monaci bianchi", aveva confini compresi fra il fiume Taro ad est, la Via Emilia a sud e il corso degli attuali rio Scagno e fosso Ramazzone fino a Cornaleto ad ovest. Il patrimonio era diviso in grange: grangiam Cassinae, grangiam Pratigerii, ecc. L'imponente chiesa abbaziale, che costituisce ancor oggi il monumento più apprezzabile di Fontevivo, venne edificata nei secoli XII e XIII interamente in laterizi. La pianta è a croce latina. Le decorazioni scultoree dell'interno sono estremamente semplici. Nella seconda navata destra una statua è attribuita a Benedetto Antelami: la Madonna col Bambino. Altre opere degne di nota sono la lastra sepolcrale di Guidone Pallavicino, cavaliere templare protettore dell'abbazia, morto nel 1301, e il monumento al duca Don Ferdinando di Borbone (1803). Adiacente la chiesa, dove originariamente era il convento cistercense, nel secolo XVIII i Duchi di Parma attuarono grandi ristrutturazioni per creare un collegio ed accogliervi "nobili convittori" da tutta Europa. Si realizzarono grandi cameroni a doppia altezza suddivisi a metà da una parete, ricavandone due ordini di stanze accessibili grazie a due scalette di legno e un lungo poggiolo.
  Il restauro in atto ha recuperato le due camerate dette di San Luigi e di San Filippo: ognuna ha un vasto ambiente comune a doppia altezza e le camere sovrapposte. Anche il bel refettorio, al piano terra, tornerà ad essere un luogo di ristorazione. Nel chiostro merita attenzione la vera da pozzo quattrocentesca recentemente recuperata dai magazzini comunali. Nel 1987 l'ex Collegio viene acquistato dall'Amministrazione Comunale di Fontevivo. Agli inizi del 1600 venne poi costruita la chiesa dei padri Cappuccini per desiderio del duca Ranuccio 1° Farnese, il quale voleva favorire lo sviluppo del paese. Il duca incaricò Bartolomeo Schedoni di dipingere importanti tele per la chiesa: le Marie al Sepolcro, L'Ultima Cena, La Deposizione, La Madonna e il Bambino tra San Francesco e Santa Chiara.Il complesso monacale venne terminato verso il 1611-1612. Purtroppo gli arredi vennero dispersi in epoca napoleonica e il convento venne demolito nel 1881 circa. La chiesa sconsacrata venne utilizzata come magazzino. Negli anni '80 è stata recuperata dall'Amministrazione Comunale.