Fontevivo - Guida Turistica

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.: DA VEDERE
Chiesa dei Cappuccini
  La chiesa dei Cappuccini di Fontevivo venne costruita agli inizi del XVII sec. per desiderio del duca Ranuccio 1° Farnese, il quale voleva favorire lo sviluppo del paese. Il duca incaricò Bartolomeo Schedoni di dipingere importanti tele per la chiesa: le Marie al Sepolcro, un'Ultima Cena, una Deposizione, una Madonna e il Bambino tra San Francesco e Santa Chiara. Il complesso monacale venne terminato verso il 1611-1612. Purtroppo gli arredi vennero dispersi in epoca napoleonica e il convento venne demolito nel 1881 circa. La chiesa sconsacrata venne utilizzata come magazzino. Negli anni '80 del XX secolo è stata recuperata dall'Amministrazione Comunale.
Abbazia Cistercense
  Fondata dall'abbazia di Chiaravalle della Colomba nel 1142 sotto la protezione dei Pallavicino, venne saccheggiata dall'esercito di Federico II nel 1245 per poi passare nel XVI secolo ai Benedettini per intercessione dei Farnese. Dell'antica abbazia rimane integra, nel suo aspetto medievale, solo la chiesa, ad eccezione della facciata che venne ricostruita nel '400. La struttura rispecchia lo stile modulare della costruzioni cistercensi e conserva una la lastra sepolcrare di Guido pallavicino, morto nel 1301. All'interno è conservata una scultura di Benedetto Antelami, in pietra policroma, che raffigura la Madonna con Bambino e la lastra tombale del Cavaliere Templare Guidone Pallavicino. Di grande pregio sono gli argenti, risalenti al sei-settecento, fra i quali una Navicella con stemma Farnese.
  L'oasi di protezione "Fontevivo" si trova in territorio compreso nei comuni di Parma e di Fontevivo e, a seguito della modifica di ampliamento attuata dalla Provincia nel corso del 2002, si estende nella fascia di pianura per un totale di 343 ettari. Il territorio dell'Oasi lambisce da entrambi i lati il fiume Taro, dalla Via Emilia all'Autostrada del Sole. Nonostante alcuni problemi rilevati nella gestione dell'Oasi in questi ultimi anni, dovuti a diverse fonti di disturbo (attività di pastorizia, presenza di cantieri/frantoi nel greto del fiume) l'oasi rimane un punto importante dal punto di vista naturalistico, per la fauna selvatica e ittica presente, nonché per le specie floristiche rilevate. Nell'Oasi sono distinguibili tre tipologie ambientali: aree naturali, aree agricole e aree industriali, a loro volta suddivise in sottotipologie. Le aree naturali sono aree soggette a processi naturali di successione ecologica tipiche degli ambienti fluviali, in cui l'azione umana risulta assente o presente in maniera trascurabile. Comprendono l'alveo bagnato e il ghiareto e offrono siti di nidificazione ad Occhioni, Sterne, Fraticelli, Corrieri piccoli, Culbianchi, Calandrelle; prati aridi, caratterizzati da radure e cespuglieti, con cospicua presenza di xerofile quali Biancospino, Rosa canina e Rovo; vegetazione arbustiva, con diverse specie di salici e giovani formazioni boschive; vegetazione arborea, che comprende la fascia dei boschi ripariali (Pioppo nero, Ontano, Salice bianco) e boscaglie di latifoglie non autoctone quali Acacia.
  Le aree interessate da attività agricole sono composte per un terzo da prati e colture foraggiere, per due terzi da colture prevalentemente cerealicole: si distinguono argini, prati stabili, erba medica, nonchè colture e campi a perdere. Per quanto riguarda le specie di avifauna presenti nell'Oasi, tra quelle di maggior pregio naturalistico, si segnalano il Tuffetto, l'Airone cenerino, l'Airone bianco maggiore, la Garzetta, l'Alzavola, il Germano reale, l'Occhione, la Pavoncella, il Gabbiano reale e quello comune, l'Albanella reale. Oltre a queste specie di avifauna sono ben visibili esemplari di fauna tipici delle zone umide di pianura. Frequente è la lepre comune, che vi trova habitat ideale, costituito da zone pianeggianti prospicenti ad aree coltivate, ma che bene si adatta anche a macchie, specialmente di acacia ed è molto diffusa nei greti dei corsi d'acqua e nelle zone golenali. Numerose le specie di Arvicole, roditori tipici delle campagna, mentre sono meno frequenti i moscardini, graziosi roditori di piccole dimensioni e dal bel colore fulvo tendente all'arancione. Tra i carnivori sono scarsi i tassi e le volpi, mentre numerosi gli esemplari censiti di donnola, animale prevalentemente notturno che predilige zone secche e ben drenate, e di faina, carnivoro notturno e pressochè ubiquitario. Per quanto concerne la presenza di specie di fauna ittica, nel fiume Taro compreso nel territorio dell'Oasi, si rilevano le specie tipiche dei corsi d'acqua classificati come zone "B", vale a dire le zone a ciprinidi. Tra queste, come risulta dai campionamenti effettuati da personale abilitato e coordinato dalla Provincia di Parma, le specie autoctone rinvenute più frequentemente sono il Barbo comune e quello canino, l'Alborella, il Cavedano, il Gobione, la Lasca, la Tinca, il Vairone, il Cobite, il Ghiozzo padano. Tra gli alloctoni sono state rinvenute carpe e carassi, tipici di ambienti a corrente lenta, e che rappresentano una forte minaccia per i ciprinidi indigeni.
Parco Pubblico "Ex Convento" di Fontevivo
  Un ambiente caratteristico che riprende il disegno degli antichi orti dei frati cappuccini. Un'occasione per trovare un po' di relax immergendosi nella storia. Sito in Piazzale del Convento a Fontevivo, è aperto tutti i giorni.
Feste:
  C'era una volta un piccolo paese del parmense dove il Carnevale non si concludeva, come dappertutto, la sera del martedì grasso, ma con gesto quasi sacrilego si prolungava fino al mercoledì, che è il primo giorno della quaresima. Naturalmente quel paese così originale era Fontevivo, dove la tradizione non è affatto scomparsa e la festa del "marcordì sgùrot" si svolge ancora come ogni anno.
  Il programma della manifestazione, curato dall'associazione U.S. Fontevivo, prevede: nel primo pomeriggio la rottura delle pignatte in piazza con piggia di dolci sui bambini, mentre alla sera, nella sala dell'ex Convento grande festa da ballo e premiazione della maschera più bella. L'ambizione di questo tradizionale avvenimento è quello di riuscire a coinvolgere la totalità del nostro paese e anche i paesi limitrofi, così come succedeva una volta.
26 Ottobre
Commemorazione dei caduti
Festa sociale
Ottobre-Novembre
Castagnate in Piazza
Novembre
Concerto corale di Santa Margherita
Novembre-Dicembre
Tombolate ogni 15 giorni